Come si valuta un quadro
Nello stabilire il
prezzo di un quadro si tiene conto dei valori commerciali raggiunti da un
pittore che dipendono, in primo luogo, dall’ambito territoriale in cui egli è
conosciuto (locale, provinciale, regionale, interregionale, nazionale,
internazionale). Fissato il livello di appartenenza territoriale, il mercato
attribuisce ai dipinti su tela eseguiti con colori ad olio o acrilici la più
alta valutazione, poiché questo tipo di quadri ha una durata pressoché
illimitata, è abbastanza facile da trasportare e installare, supponendosi
inoltre che l’autore si sia impegnato sulla tela più di quanto avrebbe fatto per
uno schizzo. Nella stima finanziaria, dopo i dipinti, seguono le opere su carta:
i disegni a tempera, a china o matita, il pastello e l’acquarello. Le dimensioni
di un’opera sono essenziali per definirne la valutazione, per cui - a parità di
tecnica e d’autore - più grande è il quadro maggiore sarà il suo costo, sebbene
spesso le dimensioni eccessive (sopra i 2 mt. x 2 ) ne diminuiscano il valore
per difficoltà di trasporto ed ambientazione. Naturalmente si parla di regole
generali che possono subire numerose variabili: in America, ad esempio, le
dimensioni esagerate di un dipinto d’arte contemporanea sono molto più
apprezzate e pagate che in Italia. Il periodo di esecuzione può essere
determinante in molti casi: un disegno o un piccolo quadro di Picasso del
periodo blu o rosa costano molto più di un suo grande olio degli ultimi anni.
Anche la tipicità è un elemento essenziale, poiché un bravo artista è
riconoscibile dallo specifico segno pittorico, dai colori adoperati, per certe
atmosfere espressive, ma soprattutto per alcuni soggetti rappresentativi che lo
hanno reso ricco e famoso. A titolo esemplificativo ricordiamo che di Mario
Sironi vengono preferite le periferie squallide e malinconiche piuttosto che
quadri ispirati ad avvenimenti e personaggi del fascismo. I tagli di Lucio
Fontana su fondo bianco o rosso costano più cari di quelli su fondo nero.
Paesaggi e nature morte di Renato Guttuso possono valere il doppio di certi nudi
di donna alquanto osceni dello stesso periodo e dimensione. Restando ai nudi,
quelli femminili sono molto più apprezzati e pagati dei rari nudi maschili.
Quindi di un pittore la piacevolezza del soggetto, le dimensioni, la tipicità
costituiscono gli elementi determinanti nell’oscillazione dei prezzi.
La morte di un artista provoca immediatamente l’aumento delle sue quotazioni, ma
non va dimenticata la rarità o meno delle opere realizzate in vita: Umberto
Boccioni, morto a 36 anni, ha prodotto pochissimo, lo stesso dicasi di Scipione
che, a 29 anni, ha lasciato una settantina di quadri e circa 300 disegni. Altri
hanno dipinto troppo e la vastissima eredità pittorica causa forti squilibri di
valore, come per Virgilio Guidi, morto a 92 anni, che pare abbia eseguito circa
11.000 quadri sebbene le sue opere storiche costino parecchio. Ci sono stati
anche artisti che pur lavorando fino a tarda età hanno prodotto poco: Giorgio
Morandi circa 800 oli e Felice Casorati 650 dipinti. Ancora una volta Pablo
Picasso costituisce l’eccezione alla regola: è stato forse il più prolifico
artista del Novecento avendo lasciato nella sua vita quasi centenaria una
produzione sterminata, eppure le sue opere sono - con quelle di Van Gogh -
mediamente le più costose d’ogni tempo. Tuttavia la produzione troppo rara può
influire negativamente sulle quotazioni di un pittore, poiché se mancano i
quadri da vendere e resta assente dal mercato vengono meno gli scambi, gli
stimoli all’acquisto con la conseguente stagnazione dei suoi valori commerciali.
Le quotazioni degli Impressionisti di fine ‘800, che da tempo hanno raggiunto
cifre iperboliche, sono state favorite dalla loro produzione abbastanza
numerosa, dovuta anche ad una tecnica veloce e priva di disegni preparatori. E’
strano, ma le donne-pittrici raramente hanno avuto dal mercato dell’arte un
riconoscimento finanziario adeguato ai loro meriti. Non mancano le eccezioni: la
settecentesca veneziana Rosalba Carrieri, inventrice del pastello, le
impressioniste Mary Cassatt e Suzanne Valadon e, nel '900, Tamara Lempicka.Chi non vuole o non può investire cifre di un certo impegno nel dipinto su tela
di un artista affermato, può mirare alla sua produzione su carta. E’ il mercato
dei disegni e della Grafica numerata un settore assai interessante e
remunerativo nella proporzione dei soldi spesi. Ovviamente un esemplare unico su
carta vale molto più di un multiplo dello stesso autore, sebbene un'acquatinta
originale di Chagall o Mirò sia più costosa del disegno medio di un buon pittore
italiano. Non va tuttavia dimenticato un consiglio prezioso: è meglio acquistare
il bel disegno di un artista che un suo piccolo e brutto olio.
In un collezionismo d’arte remunerativo e intelligente non ci si deve limitare
ad appendere in sala dei quadri solo per la loro gradevolezza o perché si è
speso poco. Non sempre è opportuno affidarsi unicamente ad un arredatore
d’interni: architetti bravissimi a strutturare gli spazi abitativi e a trovare
le soluzioni più avanzate, mancano talvolta di una preparazione specifica nel
suggerire l'investimento più conveniente, privilegiando magari l’aspetto
decorativo su quello culturale e commerciale. Non è raro vedere case arredate
splendidamente ma decorate con orribili quadri, neppure lontanamente
paragonabili al gusto con cui sono stati scelti i mobili o i tappeti. Non ci si
può accostare al collezionismo o anche all’acquisto occasionale di quadri senza
essere sufficientemente informati quando si vuole rendere conveniente il binomio
arte-denaro. Se si ritiene di non essere inizialmente preparati, ci si affidi
alla consulenza specialistica di un esperto, il quale non solo conosce le
variabili economiche del mercato, ma sa intuire le tendenze emergenti ed i
pittori nuovi che presentano ampi margini di rivalutazione. Non è vero che un
ottimo investimento in pittura richieda l’esborso di cifre considerevoli. Tra i
più ammirati collezionisti del mondo vanno annoverati i coniugi americani Hebert
e Dorothy Vogel, famosi per avere messo insieme una collezione di valore
inestimabile grazie solo al loro istinto e ai due stipendi: lui faceva
l’impiegato postale, lei la bibliotecaria a Brooklyn!
Professore Giuseppe De Rosa
Perito d'arte Moderna e Contemporanea del Tribunale di Pordenone
Quotazioni e coefficienti per opere di Giovanni Manzo
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