" Souvenir di Napoli iperrealista "
Nel megastore Feltrinelli le " vedute " di Giovanni Manzo
di Renata Caragliano e Stella Cervasio " La Repubblica "
Una Napoli in bianco e nero , dipinta in maniera iperrealista , proprio come appare nel serial La Squadra , ma con qualcosa in piu' . E' una versione poco oleografica , quella dei quadri di Giovanni Manzo dove le vedute possiedono tagli fotografici insoliti , lontanidall' immagine rassicurante a cui nei secoli ci si era abituati . L' origine e' nel raffronto . La pietra di paragone e' la modernita' . Una contemporaneita' che si gioca tra la Napoli metropolitana e le altre grandi metropoli , in particolare New York , ma con l' abilita' di lasciare filtrare quell' immagine dallo sguardo della memoria . " Napoli - New York metropoli a confronto " e' il titolo scelto per la prima personale in citta' - nel megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri ( inaugurazione venerdi' ore 19 ) - di Manzo , che come artista ha una storia singolare .L' atelier dove si e' formato e' la strada . Fuori dal giro delle gallerie cittadine e dal mercato dell' arte , Manzo , napoletano di Portici , ha iniziato ad esporre i suoi lavori en plein air : isole pedonali , piazze , ma anche fiere d' arte in giro per l' Italia con stand conquistati come artista " indipendente " .La schiettezza e la semplicita' sono stati i suoi primi alleati . Insieme con la volonta' di9 mettersi in discussione , cercando il maggiore riscontro in un pubblico il piu' distratto e trasversale possibile : quello dei passanti . Queste sue azioni hanno risvegliato la curiosita' anche dei piu' giovani : " I ragazzi che giocavano a pallone hanno guardato i miei lavori riconoscendo le strade del quartiere ed e' anche capitato che qualcuno di loro mi dicesse : " Grazie , il vicolo lo avete fatto piu' pulito " . Non sempre Napoli lo ha accolto benevolmente : " Una volta mentre fotografavo uno scooter in una strada dei Quartieri , i due che erano in sella si bloccarono e mi domandarono minacciosi che volevo ." Sono un pittore , dissi , consegnando il mio biglietto da visita .Questo immediatamente li rassicuro' " . Dopo essere andato in giro per le strade con la macchina fotografica , Manzo traduce le immagini in olio su tela , procedendo per gradi con una tavolozza che va dal bianco al nero . Nella personale - la prima ospitata dal megastore Feltrinelli ( che ora dovrebbe adeguare i sistemi espositivi ) - sono presentate anche strade di New York , ma questa volta a colori . Le due realta' metropolitane , appaiate , sono molto piu' simili di quanto si possa immaginare . Scene sature di dettagli , eppure estremamente sintetiche , specie nell' umanita' che le popola , ridotta a silhouette , sagome e macchie di colore che dialogano con le architetture . Sul palinsesto urbanistico noto a tutti e caratteristico di Napoli , quel misto di storia e modernita' oscurata da una presenza umana asfittica e ridondante , con tutte le ingombranti testimonianze del suo essere parte della " veduta " , ha la meglio la capacita' dell' immagine di risultare attuale . Piu' realistica di una foto . In questo caso la pittura vince sulla fotografia e l' artista attinge a piene mani dalla storia dell' arte , confermando anche in questo caso una operazione di sintesi .
" Manzo , Napoli e New York declinate in bianco e nero "
di Tiziana Tricarico " Il Mattino "
Non panorami da cartolina , ma luoghi veri , immortalati tra impressionismo e taglio fotografico . Assecondando un forte istinto di sperimentazione e di provocazione . per spiazzare lo sguardo dell' osservatore alternando visioni di Napoli e New York . Sono una ventina le opere ( olio su tela ) di Giovanni Manzo raccolte nella personale " Napoli in bianco e nero " , promossa da Morra Arte Studio , fino al 29 Giugno nello spazio de La Feltrinelli di Piazza dei Martiri . Una pittura innovativa quella dell' artista napoletano , che fonde armoniosamente tre tecniche dell' arte : fotografia , grafica e pittura . " Tutto nasce dagli scatti che faccio qui e la' e dai quali enucleo delle porzioni che trovo interessanti . I lavori in bianco e nero sono un omaggio alla fotografia d' autore - spiega - ed una sfida alla pittura . Ma anche un modo insolito di raccontare Napoli , privandola dei suoi famosi colori . " La mia e' una rivisitazione della citta' : una proposta di immagine nuova da esportare . Il ruolo di New York ? Funge da pietra di paragone : sono due citta' sullo stesso parallelo , entrambe multietniche e caotiche " . La tecnica multimediale diventa fattore aggiunto in opere disegnate a mano e dipinte in maniera tradizionale : la grafica conferisce all' immagine contemporaneita' mentre la pittura la rende umana in una visione romantica che appartiene alla storia della cultura partenopea . La tecnica adottata segna un punto di rottura con la figurazione tradizionale napoletana e rende moderne e suggestive le strade piu' caratteristiche della citta' - via Marina , via dei Tribunali , via Tarsia , il porto - proiettandola nel mondo in una visione del tutto nuova . Manzo punta sull' impianto fotografico della scena - come il taxi in primo piano - per destabilizzre e provocare : " In questi lavori c'e' molta vita quotidiana e poca oleografia . Manca il Vesuvio ? Magari un giorno lo dipingero' " . In alcune opere l' immagine ora statica , ora invece ricca di movimento , e' pura aggregazione di macchie di colore : in altre il bianco e nero e' assolutamente definitivo e perfino i grigi scompaiono .La modernita' e' la chiave per rendere meno traumatico per lo sguardo , l' accostamento con i luoghi della metropoli americana , per ammorbidire l' incontro tra i grattacieli ed i palazzi storici , mentre il caos , che per la Grande Mela e' pura confusione , per Napoli e' il cuore e la storia di una delle piu' antiche citta' del mondo .
Anna Faraci
L’ opera rappresenta scorci metropolitani , la semplice verita’ del quotidiano , la concretezza della vita cittadina nei suoi banali, ripetuti e, talvolta , inconsapevoli gesti .E’ un lavoro sugli opposti : il bello di un edificio , di una pavimentazione stradale storica , di un porto marittimo , di una cattedrale e il brutto di un insegna , di un tetto abbruttito da un mucchio di antenne selvagge , del traffico automobilistico ; il grande di una metropoli vista dall’ alto ed il piccolo di un tipico vicolo napoletano ; l’esterno di un borgo marinaro , di un lungomare assolato e l ‘ interno di un basso spiato , della vita familiare su un balcone.Il bianco ed il nero . Tutto e’ contrasto : luce ed ombra .Ma , tutto e’ uniformato , proprio dal bianco e nero .Utilizzare il colore e’ scelta sociologica , perche’ rivela la cruda realta’ , invece , il non colore , il bianco e nero , che tutto uniforma , e’ lirica , da un tocco assorto e poetico alla realta’ del contesto urbano , del vicolo : elimina ogni contrasto sociale e storico , in una armonia di colore , forma e azioni . La drammatica verita’ del quotidiano , la concretezza della vita brulicante della citta’ , dei suoi quartieri storici e popolari , nei suoi lividi contorni , danno un ruolo , conferiscono una identita’ ad ogni personaggio , una storia ad ogni figura rappresentata , nell’ attimo stesso in cui riproposta sulla tela viene “ fissata” ; un armonia all’ insieme .E’ l’ unione , e’ l’ armonia che , alla fine , da il risultato globale dell’ opera .Lo spettatore , pur dinanzi ad uno scorcio di citta’ a lui consueto , talvolta , disarmante e carente di qualsiasi evento artistico o poetico da rilevare , nella visione che l’ artista da di un insieme brulicante di passanti , auto , moto , tabelle pubblibitarie , panni stesi ad asciugare , esercizi commerciali , edicole , dove nulla sembra accadere , dove non vi e’ tensione , pur nell’ azione frenetica di tutti i figuranti che si muovono , hanno un ruolo , una identita’ , il tutto scandito da improvvisi tagli di luce , ha una sua visione del tutto , dell’ insieme , ma poi scorge e si sofferma sul particolare . Infatti l’ osservatore e’ portato a soffermarsi sui piu’ insignificanti e singoli dettagli di quella normalita’ del paesaggio contemporaneo costituito da macchie , luci ed ombre che lo rendono quasi incomprensibile da vicino e pertanto si allontana dall’ opera osservando ancora una volta da lontano l’ insieme che comunque gli permette di scorgere e scoprire di nuovo il particolare .Il dettaglio che rileva ed evidenzia la ricerca e l’ interesse dell’ artista all’ uomo , alla citta’ nella quale vive , che potrebbe essere qualsiasi altra metropoli nel mondo , alla contemporaneita’ e contradiittorieta’ della realta’: uno studio verista e quasi psicologico della societa’ contemporanea che attraverso l’ immagine rappresentata ed impressa in un attimo coglie pregi e difetti di quella realta’ . Proprio la consapevolezza di tale ricerca consente all’ artista , attraverso l’ inserimento di uno specchio della realta’ stessa , sia esso rappresentato dal parabrezza di un auto o da una pozza d’ acqua , di specchiare e suggerire quasi una visione alternativa a quella realta’ , in cui rifugiarsi , in cui specchiarsi e fuggire alla frenesia e alla ripetitivita’ di quella vita’ metropolitana .L’ artista sembra cogliere attraverso l’ immagine pregi e difetti della societa’ , ma superando l’ arte della provocazione o della delusione riesce a costruire una poetica nuova della realta’ della sua citta’.L’ approccio dell’ artista rimane quello di un paesaggista tradizionale . Le tele sembrano iper realista senza esserlo . Il ritorno al paesaggio napoletano mostra l’ anima della citta’ : la bellezza paesaggistica e storica e l’ atmosfera metropolitana si sono fuse dando un immagine nuova .E cosi’ gli angoli e le vedute tradizionali , ieri rappresentate nella pittura classica napoletana , vengono ripetute e riviste ; immagini pure che per la loro modernita’ acquistano una nuova valenza estetica . La pittura non e’ morta e l’ immagine non e’ stata azzerata .Le tele conservano tutti i valori tradizionali : forma , prospettiva e tecnica pittorica ; ma la ricerca crea immagini nuove e pure , vedute che per la loro modernita’ mostrano come la pittura paesaggistica , pur rimaneggiata ed attualizzata e’ un linguaggio non surrogabile da altri , perche’ racconta di una realta’ le emozioni ed i sentimenti , che altrimenti resterebbero senza voce .
Cimmino Giuseppe
Nel caos delle città più rumorose,nei vicoli di Napoli, dove l’occhio vorrebbe soffermarsi e scoprire i misteri di una grande città,che racconta a gran voce ancora tutta la sua fervida storia, troppo è il frastuono,il tumulto senza poesia, dove i colori, troppi, si sovrappongono accecanti e chiassosi anch’essi, e tra le voci, gli strilli e le bestemmie frammiste a preghiera, l‘occhio capace dell’artista coglie il segreto, lo fa suo e,in un attimo,spegne le luci accecanti dei colori,che ancora striderebbero troppo e, in chiave romantica ripropone a par suo,il pittorico gesto del passante tra la folla, e ,nel silenzio del suo bianco e nero restituisce tutto il suo fascino al caos.
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